LA STERILIZZAZIONE , UNA SCELTA D’AMORE
Questa pagina vuole essere una risposta alle molte persone che “non capiscono” perché la sterilizzazione sia un atto d’amore dovuto, e un segno di responsabilità etica e civile.
Paradossalmente, molti sembrano comprendere la necessità della sterilizzazione per i randagi, ma non per il proprio cane “ di razza” , e questo atteggiamento , non volendo considerare il puro e semplice egoismo di chi non vuol guardare fuori dalla porta di casa sua, è in parte frutto di disinformazione, e in parte il risultato di una errata interpretazione delle molte e giustissime campagne pro-sterilizzazione centrate sul randagismo e sugli ospiti dei canili e rifugi, dalle quali alcuni proprietari di cani di razza sembrano però derivare la convinzione che il proprio cucciolo di carlino nato “apposta” , e il povero cucciolo meticcetto , ma anche l’adulto di razza,abbandonati in canile appartengano a due universi differenti e non in contatto tra loro. Errore.
Fare campagne pro-adozione non è sufficiente e non basterà mai fino a quando TUTTI non comprenderanno l’importanza e la necessità della sterilizzazione, e\o dell’usare ogni precauzione per evitare l’accoppiamento laddove le condizioni di salute o l’età del cane ( e questo vale in modo particolare per il carlino) rendano sconsigliabile un intervento.
Per i cani di razza, oggetto di compravendita, la comprensione di questa importanza e necessità significa in primo luogo sottolineare in ogni modo possibile che chi desidera un cane di una razza specifica dovrebbe poter e voler prendere in considerazione due sole ipotesi:
1 ) adottare un adulto ,con grande consapevolezza di cosa questo tipo di scelta comporti.
2) rivolgersi, con altrettanto grande consapevolezza, ad un allevamento serio, certificato e riconosciuto , e in quanto tale operante – presumibilmente - all’interno di un programma delle nascite specifico e dichiarato e soggetto a controlli. In questo caso è d’obbligo verificare, oltre alla qualifica “certificato e riconosciuto”,anche quella di “serio e responsabile”. E’ un sistema che presenta parecchie falle, e non c’è davvero bisogno di aggiunte dall’esterno.
Tutto ciò che esula da queste due ipotesi, dalla vendita di cuccioli sottocosto ( negozi, mercati, allevamenti abusivi, inserzioni di privati,) fino alle cucciolate occasionali e domestiche, va ad alimentare , direttamente o indirettamente,quella lunga catena di sfruttamento, traffici, maltrattamenti, morte e abbandoni, della quale nessuno dovrebbe più poter dire “ non lo sapevo”.
Per quanto riguarda il carlino, razza particolarmente delicata e soggetta a diverse problematiche ereditarie (dalla demodettica alla displasia o lussazione della rotula all’entropion alla sindrome brachicefalica complessa e altro fino all’encefalite ), non si può infine ignorare quanti cuccioli nati da carlini che mai avrebbero dovuto riprodursi abbiano vissuto mesi o anni di sofferenza,prima di morire precocemente o nella migliore delle ipotesi di poter essere affidati a qualcuno realmente dotato della consapevolezza , competenza e amorevole disponibilità ad occuparsi di loro , nella buona e nella cattiva sorte.
Noi siamo un “ Pug Rescue”, vale a dire un rescue di razza ( il carlino) , e cioè un’associazione che si occupa ,esclusivamente e molto rigidamente ,di adozioni di carlini in cerca di casa – o nuova casa- per qualsiasi motivo. Abbiamo affidato, ad oggi ( ma il numero è in costante aumento) quasi 100 carlini provenienti dalle situazioni più diverse: moltissimi carlini che erano stati un tempo ( e naturalmente da cuccioli) comprati da qualcuno che , prima o poi, non “poteva più occuparsi di loro” ; carlini finiti in canile ( pochi, perché muoiono se non arrivi in tempo , e purtroppo spesso la burocrazia di determinati canili non ti consente di arrivare in tempo, e intanto lui muore, perché è giugno e ci sono 35 gradi ma tanto “ i cani sono tutti uguali” ), e poi carlini provenienti da sequestri (sempre adulti, i cuccioli spesso non sopravvivono), e ancora ex fattrici, ex riproduttori ,carlini di tutte le età, spesso provenienti da situazioni difficili , sempre da situazioni non idonee, o non più.
La nostra posizione come associazione rescue tiene conto del fatto che il carlino è una razza particolarmente esposta a rischi conseguenti all’anestesia (e che i veterinari realmente competenti in chirurgia sul carlino sono pochi). I carlini delle cui adozioni ci occupiamo sono sempre adulti, a volte anziani, a volte malati, spesso debilitati; l’insieme di questi aspetti renderebbe assurdo da parte nostra imporre la sterilizzazione senza distinzioni tra un caso e l’altro. La sterilizzazione viene sempre richiesta quando il carlino adottato è in grado di sopportare l’intervento, e in presenza di un veterinario di provata competenza. Diversamente, anche questo aspetto come tutto ciò che riguarda le nostre adozioni si fonda su una valutazione particolarmente rigida e selettiva dell’adottante, e sulla fiducia, dopo le opportune verifiche, in una comprensione e accettazione dei nostri principi e valori da parte dello stesso ( sempre presente a parte un unico e molto antico “incidente di percorso” , del quale si è già parlato anche troppo ).
Escludendo quindi dal discorso i nostri adottati (passati, presenti e futuri),per i quali l’obbligo di sterilizzazione (oppure la rinuncia formale alla procreazione, quando l’età e condizioni di salute del cane rendano sconsigliabile l’intervento ),sono regolarmente controfirmate e sottoscritte sui nostri moduli di affido,è impossibile non notare quanti proprietari di carlini ( e di tutti gli altri cani, ma noi ci limitiamo a parlare dei nostri musetti schiacciati) non siano minimamente informati sulle conseguenze di una simile scelta, e anzi ricerchino il “lieto evento” , vale a dire la cucciolata in casa.
Per noi, come associazione di volontariato, e in particolare come rescue di razza, cercare di informare e sensibilizzare il più possibile circa l’importanza della sterilizzazione, e soprattutto sulle conseguenze “ a catena” di queste riproduzioni “casalinghe” , è un atto dovuto, innanzitutto per rispetto ai nostri carlini adottati;TUTTI loro sono stati cuccioli, cuccioli senza colpe. Tutti loro hanno sofferto, prima di arrivare a noi, e finalmente ad una nuova casa e ad una vera famiglia per sempre. Chi definisce se stesso come “amante dei cani” , non può essere credibile se non comprende l’importanza della sterilizzazione, e il bisogno disperato di NON far nascere altri cuccioli.
Il cane è ( per fortuna) un animale domestico a tutti gli effetti e la sua vita non ha più nulla in comune con quella che conducevano i suoi progenitori selvatici. Addomesticandoli abbiamo deciso di assumercene la responsabilità , e garantire a tutti loro una vera casa fa parte dei nostri doveri.
E’ nostro dovere quindi controllare le nascite dato che non c’è più la selezione naturale a farlo.
Per quanto riguarda il carlino, razza creata dall’uomo sia pure oltre 2000 anni fa , è facile per chiunque intuire quanto poco “progenitore selvatico” ci sia in lui ; è stato creato dall’uomo per vivere a stretto contatto con l’uomo, non potrebbe sopravvivere da solo “ in natura” nemmeno per 24 ore. La responsabilità è quindi, da sempre, interamente nostra.
Chiunque non sia un allevatore certificato e regolarmente riconosciuto ( e quindi come si è già detto presumibilmente operante all’interno di un programma delle nascite specifico e dichiarato e soggetto a controlli ) dovrebbe dunque sterilizzare,comprendendo come questa sia la SOLA via non solo per tutelare la salute del proprio cane, ma anche per aiutare i circa 150 mila nuovi cani abbandonati ogni anno in Italia, per non parlare dell’infinita catena di cessioni e cambi di famiglia, spesso di male in peggio , delle morti in canile, degli allevamenti abusivi e dei trafficanti di cuccioli.
Noi siamo una goccia del mare. Per uno che ne salvi, cento ne muoiono, mille sopravvivono tra infelicità e sofferenza.
Continuate a non rendervi conto, a non vedere il nesso ?
Lo sappiamo tutti: le famiglie che vogliono un cane o un gatto sono molto poche rispetto agli animali che riempiono canili e rifugi, e anche rispetto al numero di cuccioli che ogni anno viene fatto nascere a scopo di vendita. Non c’è una casa per tutti, non ci sono abbastanza umani disposti ad ospitarli ..o peggio, ce ne sono molti “disposti ad ospitarli” per uno, due, tre, quattro o più anni, insomma fino a quando il giocattolo avrà smesso di divertire, o verrà considerato troppo impegnativo. E magari nel frattempo il “giocattolo” sarà stato fatto partorire, a sua volta. E’ un cerchio che non si chiude mai.
E’ vero, chi non è attratto dai cuccioli? Chi non ne vorrebbe avere alcuni dalla propria adorata carlina ? E probabilmente pensate pure di essere in grado di tenerli tutti o di trovare loro una buona casa, ma così facendo state INEVITABILMENTE togliendo il posto a qualcun altro, che continuerà a soffrire, se si tratta di un cane in attesa di adozione, o morirà, se si tratta di un cucciolo arrivato su un camion per soddisfare le richieste di chi cerca il cane di razza a poco prezzo, o ancora passerà una vita in allevamento, senza mai conoscere il calore di una vera casa e di una vera famiglia.
Come tutti coloro che giorno e notte si affannano, dentro e fuori da associazioni, per garantire ai nostri protetti un futuro degno di questo nome, noi siamo ,lo ripetiamo per la terza volta, una goccia nel mare.
L’emozione e la felicità che pensate di provare all’idea di vedere la vostra carlina all’opera come “mamma” sono, oltre che proiezioni dell’ego umano che niente hanno a che vedere con la reale “felicità” della partoriente , nulla di fronte alla domanda : “che succederà dopo” ? Che farete con quei 2 o 3 o 4 cuccioli che non avrete posto per ospitare a lungo e che forse non potrete permettervi di mantenere? Quello che succede di solito, è che da subito cercherete di affidarli ( o venderli? E questo è un altro problema, perché il più delle volte va a soddisfare la domanda di cuccioli di razza “sottocosto”, domanda che è direttamente responsabile della morte di milioni di cuccioli di razza in tutto il mondo, nelle “fabbriche di cuccioli”, per non parlare della vita indegna riservata a “fattrici” e “riproduttori” negli allevamenti abusivi…e dove c’è domanda, arriva sempre l’offerta) , cercherete di affidarli dicevamo a parenti, o amici e conoscenti, forse persone che non avevano mai pensato di prendere un cane ma che saranno attratti dalla tenerezza dei cuccioli ; molto probabilmente dopo poco queste stesse persone cercheranno a loro volta di trovare un altro proprietario, nella migliore delle ipotesi cresceranno un cane infelice e trascurato, nella peggiore lo abbandoneranno al suo destino. E’ impossibile salvarli tutti. E infine, per chi si sente sicuro di sapere già da prima a chi affidare i cuccioli della propria cagnolina, potete davvero garantire che anche chi prende i vostri cuccioli non abbandonerà i successivi cuccioli di questi? E tutte le generazioni future?
Cosa succederebbe se, come da molti ritenuto necessario per una stupida leggenda popolare, ogni femmina di cane avesse almeno una volta nella vita una cucciolata?
Quelli che seguono sono dati dell’ANMVI (Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani):
La Dottoressa Laura Torriani, segretario dell’ANMVI ha calcolato in modo molto semplice che se così fosse ogni cane “produrrebbe” una media di circa 6 cuccioli ( meno, nel caso del carlino, facciamo da 2 a 4)
Se la metà sono femmine (3), anche queste nel giro di due anni avranno messo al mondo 18 cuccioli.
In 2 anni: da 9 femmine – 54 cuccioli
dopo altri 2 anni: Da 27 femmine – 162 cuccioli
dopo ancora altri 2 anni: da 81 femmine si avrebbero circa 486 cuccioli.
In 10 anni la cifra totale dei “nuovi cani” si è quasi cinquecentuplicata.
Siete sicuri che sia così facile trovare tutte queste persone desiderose di adottare questi cani?
Se così fosse come mai ogni anno il numero dei cani e dei gatti nei canili e rifugi continua ad aumentare? Come mai le associazioni di volontariato sono SOMMERSE da emergenze ? Come mai un’associazione rescue di razza come noi ha trovato casa a quasi 100 carlini in poco più di un anno ??
COME MAI ???
PREGIUDIZI & LEGGENDE DA SFATARE :
Non è vero che si dovrebbe permettere al cane di avere almeno una gravidanza, anzi, è meglio sterilizzare il cane il prima possibile. Questa è una credenza popolare priva di qualsiasi fondamento medico. Piuttosto , è vero il contrario: gravidanza, parto e allattamento sono fasi molto delicate per la femmina, che potrebbe anche incorrere in problemi di salute. Studi effettuati hanno dimostrato che solo sterilizzando un cane femmina prima dell’insorgenza del primo calore, si riduce notevolemente il rischio di insorgenza di tumori mammari.Non è vero quello che si dice, in giro per parchi e giardini, che una gravidanza ed il successivo parto prevengano patologie tumorali a carico dell’apparato mammario o possano prevenire alcune patologie dell’utero, o addirittura che una eventuale gravidanza possa eliminare il presentarsi della “falsa gravidanza” che alcune cagnette presentano dopo circa due mesi dal calore.
E’vero che il cane potrebbe prendere peso dopo la sterilizzazione,perché il cane sterilizzato consuma meno calorie; questo aspetto può però essere controllato modificando adeguatamente la quantità , e se necessario il tipo,di cibo assunto.
E’ vero che la sterilizzazione può aumentare la lunghezza e la qualità della vita del vostro cane. Una femmina sterilizzata si risparmierà, oltre ovviamente a tutte le problematiche legate alla gravidanza, anche tutte le malattie, più o meno gravi, legate all’utero e alle ovaie.Sterilizzando la vostra femmina le risparmierete anche le spiacevoli condizioni fisiche legate alle gravidanze isteriche, come produzione di latte, perdita di appetito e depressione. Soprattutto, in una femmina sterlizzata viene enormememente ridotto il rischio di tumore alle mammelle , nel quale l’incidenza di morte è molto alta. Con la sterilizzazione prepuberale (prima del primo calore), o comunque entro il terzo calore, il rischio si riduce praticamente a zero.Con l’asportazione delle ovaie e dell’utero si elimina anche la possibilità di sviluppo di carcinoma ovarico e di altri tumori degli organi. Nei maschi ,come nella femmina, la sterilizzazione elimina la possibilità di insorgenza di forme tumorali testicolari e riduce ad una percentuale insignificante l’insorgenza di tumori prostatici.
Non è vero che “dopo” cambiano carattere; o meglio, se un cambiamento c’è, è sempre in meglio ,riducendo notevolmente l’incidenza di turbe comportamentali nell’adulto ( e diminuendone l’aggressività, ma questo “non si applica” al carlino, in generale). Tuttavia bisogna ricordare che il comportamento del cane non è dettato da una semplice risposta istintuale a stimoli ormonali,ma dipende in gran parte da diversi altri fattori come la capacità di apprendere e di ricordare le esperienze vissute, e il suo carattere già formato non verrà certo modificato dalla sterilizzazione. Continuerà quindi a fare le cose che faceva prima, con lo stesso atteggiamento.
Non è vero che è “contro natura “ : spesso un problema in questo senso è rappresentato dai proprietari “maschietti”, che si immedesimano nel proprio compagno di vita, che verrebbe, secondo loro, menomato nella loro maschilità. Proviamo a lasciare da parte immedesimazioni e proiezioni dell’ego umano , e a chiederci quale sarebbe realmente , dal punto di vista fisico e mentale, la cosa migliore per questo nostro compagno di vita. Loro non si accoppiano o si attraggono per “piacere o divertimento”.
Il loro istinto, codificato a livello genetico , li porta ad avere una attrazione irrefrenabile per l’altro sesso, durante il periodo del calore, perché la natura dice che “devono produrre della prole” , prole che allo stesso modo se lasciata fare si riprodurrebbe due volte all’anno, seguendo lo stesso incontrollabile istinto volto al “ mantenimento della specie” .Quindi, a chi pensa che “ la natura dovrebbe fare il suo corso” , andrebbe fatto notare che, se così fosse, ogni femmina dovrebbe partorire almeno due volte all’anno dall’età di sei mesi: provate ad immaginare quali sarebbero le conseguenze….e quanto questo possa essere considerato “naturale” per la femmina. A parte la contraddizione in termini nel chiamare in causa la “natura” ( i nostri carlini, come la stragrande maggioranza dei cani, non esisterebbero “ in natura” senza l’intervento dell’uomo, la responsabilità quindi è sempre e soltanto nostra) , val la pena ricordare che l’uomo può ricorrere a sistemi contraccettivi, per poter avere rapporti sessuali non finalizzati alla riproduzione; i cani,no. Dove sta quindi la vera crudeltà, dove sta l’azione “contro natura”? Costringere il cane a settimane di sofferenza , deperimento e nervosismo, ad ogni calore, ogni volta che non può o non si vuole che si accoppi? Farlo accoppiare una sola volta e poi mai più, rendendo questa sofferenza ancora più intollerabile per loro?
Gli animali agiscono e sentono i bisogni sessuali quando questi sono dettati dagli ormoni, prodotti dalle gonadi (testicoli e ovaie). Se questi vengono tolti l’impulso scompare. E tutto il resto, le nostre proiezioni di cui sopra, non c’è mai stato.
E’ VERO che la sterilizzazione è la miglior scelta possibile, sia in considerazione della salvaguardia dello stato di salute del proprio cane, sia come gesto di responsabilità etica e civile, e infine come segno di consapevolezza e rispetto per tutti coloro che non hanno chiesto di venire al mondo, e si trovano ad aspettare il loro turno per uno sguardo o una carezza.
E’ vero, purtroppo, che il carlino corre spesso rischi legati ad interventi chirurgici, ma questo, purtroppo, dipende dal veterinario. E’ sicuramente possibile sterilizzare la propria carlina ( o carlino ) senza alcun rischio presso un veterinario di provata competenza, e come dire ” carlino-referenziato”, che sarà il primo a dirvi, in questo caso, se l’intervento possa essere effettuato o meno. Nei casi in cui l’età o le condizioni di salute del cane ( o la vostra paura) rendano sconsigliabile un intervento, ci auguriamo che avrete lo stesso tipo di cura e attenzione nell’evitare ogni eventuale accoppiamento e riproduzione.
Grazie per averci letto.




Ho letto con piacere tutto, condivido tutto, ma ho tuttavia una gran paura ad effettuare tale intervento, perchè purtroppo la scorsa estate ho rischiato di perdere il mio cucciolo solo per aver effettuato una colonscopia, (con anestesia ovviamente) è andato in CID ed è un miracolo che sia ancora vivo. Questo è il motivo per cui vi ho chiesto se voi conoscete un ottimo veterinario nella mia zona, (mi avete già risosto siete stati molto carini); tuttavia per ora lo faro anestetizzare solo in caso di grave necessità.
Accetto comunque i vs consigli.
grazie e un caro saluto
Stefania